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[DM Predator] La Frusta delle Carovane
#1
Come un fulmine a ciel sereno s'era presentata un'occasione d'oro, almeno per Sturm.
Un'opportunità di poter tornare a svolgere il suo ruolo di « avanzo di ruathen mercenario » tanto per usare le parole di Ronda.

A richiamare l'attenzione quel giorno fu l'apparizione di una bambina trasandata.
Solo dopo una seconda occhiata più attenta, Sturm, così come anche Darsa, aveva notato le brache strappate della ragazzina ed intuì cosa le fosse stato riservato.
Persino tra i ruathen era malvisto chi serbava violenze sui bambini, soprattutto sessuali. Nei migliori dei casi il colpevole veniva emarginato e ricoperto di disonore: non poteva essere considerato un uomo colui che abusava dei piccoli. Un uomo normale avrebbe ricercato una donna sua pari. Il pensiero di violare un ragazzino non doveva neanche sfiorarlo.
Nell'ottica ruathen veniva visto come un uomo che non aveva il fegato o la perseveranza di affrontare l'intricata battaglia che era il corteggiamento di una vera donna.
Anche durante le razzie i piccoli che rientravano nel bottino venivano solo presi prigionieri o uccisi per risparmiargli un'esistenza che altrimenti era sicuro non sarebbero riusciti a sopportare.
Se e chi abusava di loro lo faceva di nascosto.
Nei peggiori dei casi invece il colpevole di tale abuso veniva punito con la castrazione o l'evirazione totale.

Da giovane Sturm aveva assistito a due condanne simili. Ai colpevoli venne inferta una punizione ancor peggiore.
Le fiamme.
Il fuoco bruciò le virilità dei condannati, emanando un odore di bruciato raccapricciante.
Fu una delle rare volte in cui Sturm si ritrovò a vomitare da sobrio.

Nel guardare la ragazzina però non provò alcuna pietà o spirito di protezione. Era riuscita a scappare e arrivare da loro. C'era ancora forza in lei e forse, quella tragica situazione, le avrebbe dato la forza, in futuro, di diventare qualcuno.
Era una vinta che aveva toccato il fondo della vita, forse il più spregevole che potesse esserci, e anche troppo precocemente.

Aslaug e Renfri s'erano mostrate sin da subito coinvolte. Come non potevano? Le donne in quei casi sviluppavano un'empatia forte e generale, scaturendo una forza ed una determinazione che in altri casi sarebbero stati assenti.
Quel che lasciò Sturm perplesso fu Darsa. Non sembrava particolarmente presa dalla cosa. In fondo era una genasi, umana solo in parte, quindi magari non percepiva certe situazioni come le percepivano loro o qualsiasi altro essere umano.
Non le disse nulla poichè, come lui, anche lei mostrò la volontà di individuare quel gruppo di banditi che si era macchiato di quell'empio abuso e che in quel momento tenevano in ostaggio i genitori della piccola e il carro di mercanzie di cui erano proprietari.

Sturm voleva combattere ed uccidere. Darsa voleva bruciare e scatenare il suo fuoco. Aslaug e Renfri volevano giustizia per quei balordi.

L'ingaggio alla battaglia fu teso e discreto. Almeno all'inizio.
Al quartetto s'erano aggiunti anche Ronda e Mikael che si rivelarono un'ottima aggiunta.

L'attesa fu quasi insopportabile e Sturm quasi sperava che i briganti li scorgessero così da iniziare subito la battaglia.
Ma Aslaug era cacciatrice a dir poco esperta e letale. Con lei o resisti o muori. Fuoriuscì dal campo visivo di Sturm, nascondendosi chissà dove, muovendosi cauta e sinuosa come una pantera che studia la sua preda.
Ronda le veniva d'appresso, leggera come una piuma, muovendosi con attenzione e discrezione.
Il resto di loro aveva atteso nelle retrovie, soprattutto Sturm che per la pesante e ingombrante corazza che indossava poteva far saltare la copertura così attentamente ottenuta.

Poi venne il segnale da Darsa che fino in quel momento era rimasta invisibile. Non volarono palle di fuoco come si aspettava Sturm: una carica in grande stile, armi sollevate, con sfere infuocate a sorpassarli da sopra il capo, esplodendo contro il nemico.
Non accadde nulla di simile.
La carica ci fu, ed inaspettatamente dal lato destro erano sopraggiunti rinforzi inattesi.
Bastò poco a Sturm per riconoscere la gigantesca sagoma del mezzodrago, lo spadone di Darry e i profili slanciati ma non certo equiparabili di Arduil e la straordinaria Nityalar.
Un assalto totale!

Un assalto tra frecce ed incantesimi, tra il cozzare di armi ed armature, scudi contro scudi. Grugniti e grida di morte.
Il tutto si concluse in un bagno di sangue.
Non erano state lanciate palle di fuoco per evitare di bruciare anche i genitori della bambina, genitori che però in quel frangente parevano proprio non esserci.

Sturm non se ne curò e cominciò a depredare i cadaveri, denudandoli sotto ordine di Darsa così da smascherare qualche possibile indizio sulla loro identità.
Un tatuaggio andava ripetersi su ognuno dei corpi.
Quello di una frusta arrotolata.
Mikael lo identificò ed informò tutti gli astanti.

La Frusta delle Carovane: un flagello appunto per le carovane. Una banda di briganti piuttosto violenti e alquanto numerosi che prendevano di mira le carovane per rubarne le merci e catturarne chi ne faceva parte. Un'attività bella impegnativa, che doveva portare i suoi guadagni e che comunque mostrava una base d'organizzazione.
Per di più i membri di tale organizzazione dovevano essere dei fanatici votati alla causa, talmente invasati da suicidarsi senza esitare.

Lo dimostrò il destino toccato al moribondo che Aslaug aveva trovato e curato affinchè potesse interrogarlo e strappargli qualche informazione in più. Invano.
Con uno slancio repentino il prigioniero s'era tolto la vita, conficcando il pugnale dritto nel cuore.

C'era già una taglia su questa organizzazione? Non che Sturm ricordasse. E sicuramente quei tipacci lì rappresentavano un gran bel problema.
Così, mosso da un'opportunità che aspettava da tempo, prese l'iniziativa e strappò via, da due cadaveri, un lembo di pelle con impresso sopra il tatuaggio della banda.
Uno lo tenne per sè. L'altro lo consegnò a Darsa.

Per il resto i genitori della bambina si presume fossero stati dati in consegna ad un altro manipolo della stessa banda, poi scomparso nel folto del bosco. Per farne cosa poi? Richiedere un riscatto? Semplice sollazzo? O per scopi ben più oscuri come qualche sacrificio?
Tutte domande su cui Sturm si soffermò veramente poco.
In mente aveva già altro.
Bisognava solo rientrare in città.
E spartire il bottino.
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#2
Il mago fissò il disegno e iniziò la sua ricerca.

Aveva fatto una copia esatta dello stemma e comunque lo ricordava perfettamente. La frusta arrotolata dell Fruste delle Carovane.

Banditi in teoria, ma in pratica chi lo sa. Alcuni elementi lasciavano presupporre che questa non sarebbe stata la loro ultima incursione e che non si interessassero solo a merci "canoniche". Senza contare che erano numerosi ed era probabile avessero un tagli su di loro o almeno avessero un capo con una taglia. Un ottimo motivo per saperne di più.

Sfogliò ancora qualche tomo sui ricercati di zona, le bande nella speranza di recuperare qualche informazione utile sopratutto sul loro capo. Erano troppo organizzati per non averne uno. Aveva visto come avevano coperto le loro tracce e, sicuramente, avevano qualche sorta di Ranger o Druidi o Cacciatori dalla loro. Era difficile immaginare che fossero incanti di Teletrasporto sopratutto per numeri così elevati.

Il distaccamento che avevano colpito era formato da una dozzina di persone "beh qualche criminale in meno per le strade" si strinse le spalle. "Peccato che gli arcanisti del gruppo fossero stregoni o non avessero incanti interessanti nei loro tomi" si strinse le spalle "magari i prossimi..."

Si stacco dallo schienale e, poggiati ii gomiti sul tavolo, vi poggiò la testa guardando di fronte a sé. Aslaug e Renfri non avrebbero lasciato perdere...della seconda non si meravigliava era piena di sorprese, la prima invece era strana. Affascinante individuo: forte, decisa un po' opportunista ma a volte stranamente attenta...cosa ne sarebbe uscito fuori?

Non c'era molto da ipotizzare, per ora l'unica cosa da cercare era il nome del loro capo, se avessero una taglia e la loro zona di caccia preferita. Sapeva della foresta ma di certo avevano dei punti di attacco precisi chissà che, incrociandoli, non venga fuori qualcosa di interessante...dovranno pur nascondersi da qualche parte no? Tenere i loro averi, le loro conoscenze...
Endry Stormwood

Show ContentSpoiler:

Il fu "Mikael Mannalin, emomago che ha ceduto al potere della figgia Trama"
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#3
Ero a Peldan's Helm per parlare di affari con Aslaug quando mi ritrovai a parlare con Sturm di come non avrebbe mai visto mio seno, per essere infine interrotti da una bimbetta. Piangente come tutte le mocciosette ma questa a buon motivo. Sanguinava copiosamente, pesta e livida. Bastò un'occhiata a come le avevano ridotto le braghe per capire cosa le avessero fatto. Tuttavia, io non mi mossi e Sturm nemmeno.
Renfri ed Aslaug invece, subito chiusero la bimbetta in una morsa coccolose premure materne. Parlò di una decina di uomini, che avevano assaltato il loro carro poco lontano, carico di comuni tappeti. Si erano divertiti a seviziarla e ancora tenevano prigionieri suo padre e la madre incinta. Probabilmente a quell'ora erano già morti.

Agli occhi delle due selvagge vi era una "cucciola" sanguinante, il loro istinto era del tutto naturale: proteggere la prole. La loro furia si accese immediatamente e in un attimo erano pronte a massacrare i colpevoli. In Sturm invece vidi solo disgusto ma io.. non sentivo nemmeno quello. La vista di quella bambina, non mi coinvolgeva emotivamente. Ai miei occhi, lacrime e sangue erano parte della vita.
Davanti ai miei occhi vi era una bimbetta ancora in piedi, che doveva solo raggiungere il Tempio dove si sarebbero presi cura di lei. L'idomani si sarebbe svegliata più forte. Forse orfana, ma senza genitori si può vivere benissimo, non è la prima nè sarà l'ultima a farlo. Dopotutto.. io ci ero già passata.
La mia unica preoccupazione era avvertire le autorità perchè prendessero le necessarie precauzioni, ma dovetti chiedere al carovaniere di farlo. Renfri non perdeva tempo, voleva solo massacrarli e liberare i genitori, incurante della nostra inferiorità numerica. Aggiunti Mikael e Ronda, scorgemmo il carro in una radura. Circondato da una dozzina di uomini, sarebbe stato così facile...

SCATENA IL SACRO FUOCO! NESSUNO AVRA' SCAMPO!
Non posso, il fuoco colpisce tutto indistintamente.

CHE TI IMPORTA DI LORO? SONO GIA' MORTI!
Quando ne sarò certa, scatenerò il fuoco.

LIBERAMI E LI FAREMO INGINOCCHIARE TUTTI..
Per ora mi basta domare te.

VIGLIACCA

Aslaug e Ronda si mossero in avanscoperta tra i cespugli, mentre io le seguivo a distanza invisibile. Una dei malviventi si stava muovendo verso loro, che si appollaiarono su un albero in attesa. La donna avanzava, pattugliando il perimetro sempre più pericolosamente verso loro. Come se sospettasse qualcosa. A poca distanza attirai la sua attenzione con un Suono fantasma, ed ella non alzò lo sguardo ma si fermò.
Così lanciai un sasso alla mia sinistra per farla avanzare, ed ella superò l'albero, ma le due evidentemente attendevano un segno divino.. Gle lo diede quello stupido del mio gatto miagolando tra le frasche e finalmente una freccia la trafisse. Un attimo dopo qualcun'altro stava già caricando e immediatamente partirono anche Renfri e Sturm.

Come il gruppo armato nemico si staccò dal carro, concentrai il fuoco prima che investisse la nostra avanguardia. Presi in una morsa, tutti i banditi caddero in pochi attimi. A terra privo di sensi, così per far loro compagnia suppongo, c'era anche Arundil. Riconobbi poi il mezzo drago tra gli altri, e una creatura mai vista con un arco infuocato. Ma dei prigionieri nessuna traccia.
Solo il tatuaggio con una frusta attorcigliata identificava il gruppo come un'organizzazione più grande di quanto credevamo. Sturm ne strappò uno dalle loro carni per me, volevo capire chi fossero e i loro scopi. Avevano portato via due prigionieri apparentemente senza valore e utilità, perchè?
"Come ti chiami?" "Echo" "Echo?" "Echo"
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#4
A Peldan's Helm Sturm sapeva si trovasse il quartier generale delle truppe di frontiera conosciute semplicemente col nome di Guardie di Confine.
Voleva recarsi direttamente là per chiedere informazioni circa la banda con cui si erano andati a scontrare.
Ma prima, onde evitare di commettere qualsiasi cosa che lo potesse mettere in imbarazzo, andò a controllare le bacheche situate al centro della piazza del villaggio, e vedere se ci fosse qualche affisso che riportasse un'eventuale taglia sulla banda della Frusta delle Carovane.
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