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[DM Q] La minaccia degli Orchi
#1
"Dannazione... devo diventare più forte... devo migliorare... non posso permettermi di essere un peso..."

[Immagine: ozc-O1h9CeMb0zutKziZrAd8kw1Jp6aekLiJpMdC...32073dc096]

Il giovane mago stava cercando di richiamare le sue lame di forza, stringendo una spada corta da allenamento, ciò che era accaduto in quella grotta lo aveva posto di fronte alla sua inadeguatezza, era ancora giovane ed il suo addestramento non era ancora completo, aveva appena mosso i primi passi nella Via che unisce Spada e Magia, tuttavia non poteva fare a meno di ripensare a come fosse caduto sotto i colpi di quegli ogre...

Era sfuggito all'attacco rendendosi invisibile, Maximilian era caduto prima di lui, aveva avuto la possibilità di salvarlo ma aveva fallito, trovandosi circondato le sue difese non ressero che per qualche secondo contro quegli enormi esseri brutali...

La loro misericordia salvò loro la vita però in quell'occasione, durante l'esplorazione, prima della loro caduta, incontrarono una femmina di orco mutilata e torturata...
Grazie alla magia Dervel riuscì a comunicare con lei, pare fosse stata attaccata con la sua scorta mentre andava a congiungersi col suo compagno, innumerevoli cadaveri di suoi simili giacevano sul terreno di quella fredda grotta, chiedeva di essere curata dalle orribili ferite che le erano state inflitte, i due decisero di risparmiare quell'essere vedendolo in quelle misere condizioni, a patto che lei ed il suo clan se ne andassero da quelle terre senza creare problemi o danni alla popolazione...
Lei accettò, non che avesse molta scelta in quella occasione, dopo essere stata curata si allontanò, con una risata gutturale che era tutt'altro che rassicurante.

Ma ciò che fecero salvò loro la vita, il mago ed il sacerdote vennero presi dagli altri ogre che occupavano quella caverna, affamati, torturati, le loro gambe spezzate per evitare qualunque tentativo di fuga, incatenati alle pareti, inermi mentre potevano solo udire i versi osceni di quelle creature che si cibavano solo gli dei sanno di cosa...
Il tempo passò lentamente, parve infinito, presto sarebbero stati divorati come altri prima di loro, questa certezza si fece largo nelle loro menti, Dervel tentava di raccogliere le sue ultime energie arcane per un disperato tentativo di fuga, quando i suoni di una battaglia li destarono da quello stato comatoso in cui versavano ormai da ore...

Dervel potè ricordare ben poco di ciò che accadde dopo, solo la sensazione di essere trascinato via, le voci cupe e gutturali che discutevano animatamente, senza che lui potesse comprenderle...

Poi il risveglio

Maximilian era accanto a lui, già ripreso, mentre il mago si alzava a fatica, le ferite erano state curate, benchè le cicatrici fossero ancora ben visibili, erano circondati da orchi ben armati, tra di loro spiccava una femmina, i cui tratti vennero riconosciuti dai due dopo qualche istante

Zorila, figlia di Vraghn, del Clan Spaccacrani, totalmente ripresa in tutta la sua imponenza, li guardava con occhi beffardi

Notando come i due non fossero più in grado di comprendere le sue parole fece avanzare un altro orco che tradusse le sue parole...

Il debito che aveva nei loro confronti era saldato, ora avrebbero fatto ciò che volevano, la vita dei due era salva, ma se si fossero messi in mezzo sarebbero stati trucidati come qualunque altro sciocco.
Vani furono i tentativi di Dervel di ragionare, che il loro clan rischiava di essere preso di mira da soldati professionisti ed avventurieri ben più abili di loro due, ormai la scelta degli orchi era presa, si limitarono a scortarli fino al limitare dei boschi a sud di Hillsfar, offrendo acqua mista a sangue e carne che definirono umana, i due, nonostante i morsi della fame e della sete per il digiuno durato giorni, non poterono nurtrirsi per ovvie ragioni...

Allertate le autorità locali ci si sarebbe preparati a scacciare questi orchi. il debito era saldato... da entrambe le parti... ora nulla li legava ed erano tornati ad essere nemici, che avrebbero incrociato le armi alla prima occasione.

"Devo essere pronto per quando accadrà..."

Una lama di pura forza si piantò nel bersaglio di fronte a lui, il giovane mago riprendeva fiato...
Dervel Redhearth 
 [Immagine: Dervel-Rd-V.png][Immagine: Runa-Dervel.jpg]
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#2
Charles era stremato dalla lotta e cadde in un profondo sonno, una volta rientrato.

All'indomani fece rapporto a Nerval e Rhaelgar, sui fatti avvenuti sull'amara vittoria ottenuta.

Consegnò gli effetti del Tormita morto, sperando che al tempio potessero dargli il giusto valore e ricordarlo come un eroe, come era stato: baluardo del bene contro schiere di orchi.

Tornò dagli altri e diede una mano a sistemare le persone sfollate dalla locanda del crocevia e supervisionare i lavori di ristrutturazione e proteggerli da eventuali attacchi.

La minaccia era stata solo allontanata, avevano ucciso un grosso orco e non sapevano se fosse il loro capo, ma sicuramente gli altri della tribù sarebbero tornati a vendicarsi.
1 - Xovar
2 - Charles
3 - Morgan
4 - Raphael
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#3
Stanco, devastato dall'ultimo corpo inferto dal possente orco, prima di addormentarsi scrisse varie lettere alle milizie delle città vicine avvertendoli del pericolo, e spiegando brevvemente la situazione , anche se era certo ce il fatto aveva avuto risalto e la voce si sarebbe sparsa velocemente.
Il giorno dopo dopo un buon sonno accorse ai rifugiando aiutandoli e assicurandosi delle condizioni di quelle povere persone.
[Immagine: Zilv3q1s.png]
Maximilian Goldentouch
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#4
Ritornato dalla perlustrazione scrisse a Nashan.
"Gentile Nashan,
Non abbiamo trovato alcuna forza orchesca nei luoghi segnalatici. Per il momento la via sembra essere sicura.
Rimaniamo a disposizione per valutare eventuali nuove segnalazioni.

Charles di Tyr"
1 - Xovar
2 - Charles
3 - Morgan
4 - Raphael
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#5
Nashan prese nota della cosa ed aggiornó l´annuncio.
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