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AQ - CDP: L'anima dela festa
#1
Le mani guantate di Isaac spalancarono la porta anteriore della locanda con uno schianto.
La scopa del locandiere si fermò. Oswul fissò la figura. Nella luce del crepuscolo, tutto ciò che riusciva a vedere era una silhouette in piedi sulla soglia.
Per un lungo momento, il silenzio fu disturbato solo dal vociare di un gruppo di avventori situato in un tavolo nella parte più a sud del grande salone.
Isaac si fece avanti, accompagnato dal tintinnare dei suoi gioielli. Una lussuosa veste rosso cremisi copriva il corpo ben curato del ragazzo.
Ma era la collana della dea Sune ad attirare lo sguardo del locandiere.
Oswul dopo aver riconosciuto l'individuo alzò gli occhi al cielo scocciato. Così rimase a fissarlo e ad aspettare di sapere cosa diamine voleva da lui.
Isaac sorrise e portò una mano alla cintola ed estrasse da un sacchetto alcune monete d'oro.
"So bene che abbiamo un rapporto cliente e locandiere un poco travagliato, a causa del mio innocentissimo scherzo dell'altro giorno... ma non è che potremmo risanarlo? Ho bisogno di te Oswul! Sei il locandiere più bravo ed importante della città! E sei una preziosissima fonte di informazioni!... eh ah si! Un calice di buon vino!"
Un grugnito riecheggiò da dietro al bancone della locanda. "Smettila di sparare cazzate... e potrei anche pensare di perdonarti."
"Va bene, va bene.... non scherzerò più con te, promesso! Croce sul cuore!"
"Senti, ora sloggia, che ho da fare, io ho una locanda da portare avanti." Il suo tono brusco era accompagnato da qualche gesto apotropaico finalizzato allo scacciare Isaac.
"Aspetta aspetta! Prometto che dopo questa me ne vado! Sono alla ricerca di qualche bardo e danzatore da poter pagare per la festa di Nashan! Ma non so proprio da dove iniziare qui ad Hillsfar, hai almeno una qualche suggerimento da darmi?" Il ragazzo appoggiò delicatamente il calice di vino ormai vuoto sul bancone.
"Uhm, prova ad andare al porto o a vedere al capanno delle carovane... so che ogni tanto qualche bardo errante passa per di lì, diretto magari ad Alberi Intrecciati, o alla ricerca di una nave per Elmwood, per poi risalire il fiume e raggiungere le valli in maniera più sicura ed evitare il Cormanthor. Ora hai quello che vuoi, sparisci!"
"Ah va bene! Grazie Oswul e alla prossima!"
Yves Borealvalley
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#2
"Fà freddino qui" Isaac si avvolse il cappotto ancora più stretto intorno al corpo, mentre seguiva la strada principale del porto. Quel posto era decisamente deprimente.
Persino la locanda e la piazza portuale che avevano appena attraversato non sembravano per niente invitanti.
Delle lanterne pendevano qua e là in cima a dei pali, con la loro fioca luce giallastra che trafiggeva debolmente l'oscurità fredda e umida di quel tardo pomeriggio. Il mercante al quale aveva chiesto indicazioni aveva ragione riguardo alla fresca aria del porto: tutto puzzava di pesce marcio. Per fortuna, la poca luce che filtrava tra le grevi nubi era sufficiente per seguire il sentiero senza problemi.
Isaac si fermò e mise una mano al mento, osservò a lungo l'edificio di un negozio di strumenti musicali e decise di entrare.
Salutò il bottegaio e dopo qualche formalità esplorò il negozio alla ricerca di qualcosa d'interessante e bello da comprare.
Poco dopo una donna irruppe nel negozio, spingendo una ragazzina davanti a lei. Le due differivano come il ghiaccio dal fuoco. Le preziose vesti porpora della donna e i gioielli d'oro che portava le donavano un'aria regale, mentre la ragazzina ricordava un uccellino.
La fanciulla voltava la testa a scatti in ogni direzione, e gli occhi saettavano da un punto all'altro della stanza del negozio, affascinati da ciò che vedevano: i liuti sugli scaffali, le file di flauti e gli strumenti magici il cui uso era sconosciuto per Isaac.
La ragazzina era vestita di cenci, sudici di sporcizia e sudore. Chiunque avrebbe potuto scambiarla per uno dei tanti bambini che chiedevano la carità ai ricchi mercanti nel mercato generale di Hillsfar. I capelli, lunghi e neri, erano una massa arruffata e ingarbugliata, secca e fragile, incrostati di fango e polvere come il resto del suo corpo. Aveva la pelle pallida come la neve, e labbra erano screpolate e spellate.
"Dunque, è questa la ragazza?" Chiese il mercante alla donna, fissando la figuretta scarmigliata.
La donna la scrutò con occhi dubbiosi. "L'ho trovata nel cortile posteriore mentre suonava... uno dei  tuoi liuti, che aveva rubato l'altro giorno." La voce della donna grondava disapprovazione. "Ladra e pure idiota."
"Non mi sembra che l'esperienza l'abbia turbata!" Commentò non poco distante Isaac, ridacchiando.
La donna guardò abbastanza malamente Isaac per poi tornare sulla ragazzina. "Che cosa dovremmo fare con te? Consegnarti alle guardie?"
"O forse, venderla agli schiavisti del quartiere nord?" disse il mercante, con poca convinzione, giusto per spaventare la ragazzina.
Isaac si apri in un grande sorriso e si avvicino ai tre.
"Andiamo, andiamo! Sono sciocchezze che si fanno da fanciulli! Vogliate perdonarla! Pagherò io il liuto che lei ha preso in prestito"
Il mercante grugnì per poi annuire "Va bene, 10 monete per il liuto, e visto che ci sei portala via da qui, visto che vuoi fare il così bravo magnate"
Isaac sistemò un sacchetto di monete sul bancone e prese per mano la ragazzina e con la mano libera il liuto, uscendo poi dal negozio sghignazzando.
"Ora cosa vuoi fare di me?" disse la ragazzina. La sua voce era chiara, imperiosa, sostenuta dalla sicurezza della gioventù.
"Ah! Allora sai paralare" disse Isaac sorridendo.
"Fin troppo, il problema e farmi smettere, ma tu... chi sei?" domandò la ragazina.
"Sono Isaac, faccio parte della gilda degli avventurieri e della gilda dei maghi della città."
Per un lungo momento la ragazza studiò Isaac in silenzio.
"Solo questo? Che delusione"
Isaac scoppiò a ridere."Dimmi, uccellino, e tu invece chi saresti? Perché tra tutte le cose che potevi rubare, hai rubato un liuto?"
"Non chiamarmi ucellino. Mi chiamo Meredith. Sono una barda"
"Parole grosse" commentò Isaac, nascondendo la sua ilarità quando la ragazzina si definì una barda.
"Non sono solo parole" disse Meredith offesa e minacciosa
"E va bene, va bene, il liuto che ho appena pagato per la tua malefatta sarà tuo, ma prima devi dismostrare che lo meriti."
Aveva appena finito di parlare, quando una dolce melodia risuonò dal liuto che era impugnato da Meredith. L'espressione d'Isaac non mutò, e la ragazzina l'interpretò come l'invito a fare di più.
Le dita scorrevano abili tra le corde del liuto e nel pizzicarle, la melodia era così travolgente da far fermare qualche passante.
Isaac si strinse nelle spalle. "Mah, ho potuto ascoltare al Diamante, beh... nettamente di meglio."
Meredith, serrò la macella, frustrata. Con un vibrato del liuto, la melodia mutò nuovamente, diventando ancor più grintosa, tanto che ormai la giovane aveva attirato un vero e proprio pubblico.
La ragazza lo guardò alzando un sopracciglio, Isaac rispose con un applauso lento e misurato.
"È questo il meglio che riesci a fare?" domandò Isaac facendo un gesto annoiato con la mano. "Tu hai solo suonato un motivetto, cercando di stupirmi per la tua abilità, senza trasmettermi nessuna emozione. La musica è arte, ed essa ha il potere di farmi comprendere LE tue di emozioni. Assurdo come tu ti definisca barda senza neanche comprendere quest'essenza. Ed io rispetto a te, sono davvero un incapace nel suonare uno strumento, ma questa lezione l'ho appresa fin dalla tenera età."
"Posso fare di più" disse in tono difensivo. "Un giorno diventerò la più grande barda che sia mai esistita"
Isaac sorrise furbescamente "Ah davvero? Allora voglio darti un occasione importante, seguimi"
"Dove mi vuoi portare?" Domandò poco fiduciosa la ragazza
"Beh andiamo al Diamante, hai bisogno di darti una lavata, di mangiare e di dormire." Scrollò le spalle.
"Io.. non posso permettermelo..." La voce di Meredith si era ridotta ad un sussurro "Cerco di raccimolare qualche soldo come posso, se gettassi quel poco che ho per una stanza della locanda più costosa della città.."
"Non ho detto che l'avresti pagata tu" sorrise Isaac "Devo darti un occasione no? Ma non combineremo nulla se rimarrai conciata così, inoltre, non hai fame? Hmm chissà che avrà preparato Oswul di buono!"
Yves Borealvalley
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