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[Ronda Jackson] La Grande Bardot
#12
ILENIA
(3 di 3)


La musica festosa risuona nella locanda portuale, coprendo a malapena gli schiamazzi dei molti uomini presenti che incitano le tre giovani donne mentre ballano sul palco vestite di abiti appariscenti. Un vecchio seduto in prima fila fa un cenno discreto a una di loro, che subito trova il modo di piroettare e poi cadere in ginocchio a tempo di musica, rovesciandosi all'indietro in modo da portare la testa oltre il bordo del palco.

"Ci sarà un po' di confusione" annuncia lui facendo finta di pulirsi gli occhiali. "Assicurati che tutti continuino a guardare voi."

Lei annuisce senza nemmeno guardarlo, e alzandosi con movenze aggraziate sembra fare un gesto particolare verso le sue colleghe, che evidentemente complici ritirano dalle quinte due grossi ventagli e un lungo telo colorato. Le donne proseguono così nella loro danza, ognuna armeggiando gli oggetti in modo vistoso mentre all'altro capo della stanza la porta che conduce al solito ufficio viene spalancata e un uomo di mezz'età ne viene tirato fuori a forza, livido e sanguinolento, da tre buttafuori che puntano a trascinarlo all'esterno nel disinteresse generale del pubblico, troppo occupato a guardare altro. Riconoscendo colui che l'ha assunta svariato tempo prima e ghiacciata da quello che sta per accadere, la giovane dai capelli rossi incespica uno dei ventagli facendolo cadere a terra. Una delle sue colleghe, sventolando il grosso telo, rapidamente distrae l'attenzione coprendo la visuale parandosi davanti, mentre l'altra raccoglie il ventaglio.

"Ilenia che combini?" le chiede porgendoglielo.

"Se la stanno prendendo con..." riesce solo a balbettare.

"Lo so" lancia anche lei un'occhiata al fondo della sala. "Ho sentito che l'hanno sorpreso a essere troppo generoso. Falsificava i libri contabili per cancellare i debiti."

Lei rimane qualche istante immobile mentre tutt'attorno il mondo sembra fatto solo di fischi ed esclamazioni maschili. "Che facciamo?" chiede poi con un filo di voce mentre la collega di fronte, che sta oscurando la scena con il grosso telo, fa cenno a entrambe di affrettarsi.

"Quello che facciamo sempre" annuisce l'altra sistemandole il ventaglio tra le dita mentre la guarda, "ci giriamo dall'altra parte" conclude eloquente facendo cenno di togliere il velo, riprendendo la danza e costringendo tutte a fare altrettanto.

Più tardi, a fine spettacolo, le tre sono nel camerino a rivestirsi. Lei si cura con calma le unghie, la testa ancora fasciata in un turbante, mentre le altre due raccolgono i propri averi, indossano la borsa e si avviano all'uscita: "Noi andiamo, tu non vieni?"

"Ho quasi finito. Non vi preoccupate, chiudo io. A domani."

Loro annuiscono e lei fa finta di niente, ma appena si chiudono la porta alle spalle butta via la limetta e si toglie il turbante, rivelando di aver applicato non vista una tintuta scura che ha trasformato la lunga chioma rossa in una cascata corvina. Recupera un paio di forbici dal ripiano e si piazza di fronte il grosso specchio della postazione da trucco, dove stende una ciocca tra le dita cercando una lunghezza ideale. Quasi le trema la mano quando recide i primi capelli subito sopra le spalle, e si ferma immediatamente sull'orlo del ripensamento. Poi rivive la scena del suo unico confidente venir trascinato via dai buttafuori, e allora accorcia lentamente un'altra ciocca, poi un'altra e un'altra ancora, e infine senza più esitazione continua a tagliare con foga sino a che quasi le manca il respiro che riprende affannata scoprendosi gli occhi lucidi mentre contempla il risultato finale, una sé stessa dai capelli corti e sbarazzini.

Si scuote dal torpore ricordandosi una cosa importante, e allora recupera da un cassetto della carta da lettere e rapidamente scrive qualcosa, accertandosi di lasciare il messaggio in bella vista sul ripiano così che l'indomani non possa non essere notato. Indossa il soprabito facendo bene attenzione a nascondere la chioma sotto il cappuccio, spazza via i capelli tagliati in terra, spegne tutte le lanterne, lancia un ultimo sguardo alla stanza e si chiude la porta alle spalle uscendo nel corridoio. Rimane qualche istante con le mani ancora sul pomello mentre lancia un'occhiata all'altra porta in fondo, quella dell'ufficio in cui si è presentata tante volte. C'è ancora l'impronta di una mano sanguinolenta sullo stipite, evidentemente causata mentre i tre buttafuori tiravano via l'uomo di mezz'età. Sospira lungamente nel vederla, poi è percorsa tutt'insieme da una consapevolezza che le cala dall'alto come una verità rivelata e imbocca la direzione opposta verso l'uscita. I suoi passi rimbombano nel corridoio deserto, poi si affievoliscono fino a sparire.
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RE: [Ronda Jackson] La Grande Bardot - da 20170615 - 24-09-2017, 20:31

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