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[Maragorn Fennec] Diario e appunti di viaggio
#1
Sono arrivato ad Ashabenfold.
Dovrei forse mettere un punto esclamativo alla fine di questa frase? Forse si, a giudicare da quanta strada ho percorso da Baldur’s Gate ma non riesco ad essere entusiasta per questo. Perché sono qui? Cosa dovrei fare a Shadowdale? Ma soprattutto perché Jorah mi ha mandato qui? Non so come potrai mai finire tutto ciò, so solo che presto i pochi soldi che mi sono rimasti finiranno e che dovrò trovarmi al più presto un lavoro. Che tutto questo abbia a che fare con l’addestramento? Non dico che venire qui faccia parte della mia formazione, ma magari qui mi aspetta qualcosa in funzione di quello.

Le domande che ho sono tantissime e non credo che sarò in grado di trovare risposte molto in fretta, ammesso che prima o poi riesca. Ora sono qui, in questa locanda che mi pare si chiami “Il cervo bianco” o qualcosa del genere; secondo l’oste qui si riuniscono tutti gli avventurieri della zona o almeno gran parte. Perché si è sentito in dovere di informarmi? Ho forse l'aspetto di uno di loro? In ogni caso la cosa mi lascia alquanto perplesso, sono quello che più di lontano c'è da un avventuriero. In ogni caso dovrò essere bravo da farmi qualche amico o almeno farmi dare qualche indicazione per i primi giorni.
E' il caso che prenda in considerazione l'idea di scrivere una lettera a casa, magari dando un recapito potranno rispondermi e, sempre magari, potrò avere anche notizie da Jorah.
Una vita da mezzadro, anni di fatica e zappa per poi prendere una spada.

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#2
Sono passati ormai un paio di giorni, girovagando per la città ho avuto la fortuna di incontrare due donne: una sacerdotessa della dea grande madre e una paladina del piangete. Lo sguardo di quest’ultima mi ha lasciato semplicemente senza fiato, come se ci fosse qualcosa di ultraterreno in lei, una qualche scintilla di divinità. Chissà, forse sarà solo stato un gioco di luci, ma non credo visto che l’impressione si è ripetuta più volte durante la nostra lunga conversazione che è avvenuta in più luoghi quindi, con luci differenti.

Ho scoperto così che anche la paladina, che di nome fa Michaela, è appena arrivata in città, un po’ come me, anche se lei ha già preso contatti con il tempio cittadino di Ilmater ed è stata mandata qui da un ordine cavalleresco attivo nelle sue terre. Appena arrivata si, ma sa perfettamente il perché del suo viaggio e per questo ha già il suo bel da fare per adempiere ai compiti assegnatele.
Per ciò che riguarda l’altra donna, il cui nome è Edie, si tratta di una sacerdotessa di Chantuea, molto gentile e disponibile che si è offerta subito di farmi fare un giro per la città alla ricerca di qualche mercante utile per dare una sistemata al mio scarso equipaggiamento.
Abbiamo parlato un poco di cosa si trova nei dintorni della città e della novità del momento: il grande torneo di Battledale, i quali manifesti tappezzano ogni bacheca cittadina dell’intera valle. Forse dovrei partecipare anche se mi rendo conto che sono poco più di un principiante con le armi in mano; potrei tentare la fortuna, non si sa mai. Inoltre non mi pare vi sia una quota di iscrizione ne tantomeno si rischi qualcosa dato che dei sacerdoti saranno incaricati di curare le ferite dopo ogni scontro. Vedrò con il passare dei giorni se riuscirò in qualche modo a migliorare la mia abilità.
 
Ps. Non ho ancora scritto a Baldur’s Gate, mi chiedevo se fosse una cosa saggia vista la fretta con la quale sono stato “invitato” a lasciare la casa dei miei genitori…
Una vita da mezzadro, anni di fatica e zappa per poi prendere una spada.

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#3
Incredibile quanto le persone di queste terre siano amichevoli, perlomeno quelle con il quale ho avuto il piacere di avere a che fare. Gli avventurieri si conoscono praticamente tutti, nonostante siano in un numero assai considerevole per una città non certo gigantesca come Ashabenfold e non è raro che decidano di darsi man forte per andare ad esplorare le terre circostanti la città. Terre che sono sempre ben felici di fornire insidie di ogni genere.

Ho voluto unirmi a una di queste spedizioni proprio in virtù del fatto che non sono uscito più dalla città dopo che vi ho messo piede la prima volta, inutile dire che sia stato spinto dal desiderio di mettermi alla prova. A questa spedizione hanno preso parte la sacerdotessa Edie, un valente guerriero di nome Khaal e due arcanisti, Alan e Cristopher: il primo armato di un possente spadone e il secondo munito di una chioma bionda assai vistosa. Strano davvero per un fruitore di magia arcana girare con un’arma così complessa da utilizzare, dovrò ricordarmi di chiedergli lumi se dovessi reincontrarlo.
In ogni caso abbiamo visitato diverse terre in questo giro anche se non saprei per nulla dire dove siamo stati. Da questo ho capito due cose fondamentali. La prima è che non sarei mai in grado di difendermi da solo nemmeno da un attacco di un semplice lupo, e la seconda è che non ho davvero la più pallida idea di dove mi trovi e di come muovermi. Devo iniziare a fare qualcosa anche perché questo immobilismo mi sta uccidendo. Ecco, potrei iniziare a spostarmi, anche in solitaria, facendo molta attenzione ai posti in cui mi trovo. Non dico che debba diventare un cartografo, ma almeno sapere come orientarmi in queste terre non sarebbe per niente male.
Una vita da mezzadro, anni di fatica e zappa per poi prendere una spada.

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#4
Stivali. Suole consunte, cuoio bucato e cuciture strappate. Il prevedibile risultato del lungo viaggio che mi ha portato in questa valle ma anche dei viaggi intrapresi in queste ultime settimane. Certo, nemmeno da paragonarsi con le miglia che ho percorso da Baldur's Gate: un poco a piedi, un poco con le carovane. Ma c’è anche da dire che li avevo appena fatti risuolare da un calzolaio ad Ashabenfold. Mi dispiace buttarli ma non posso fare altrimenti. Sfortunatamente ora mi trovo alla locanda di Glen, la città dei nani, e sono quasi convinto che difficilmente troverò degli stivali della mia misura in queste botteghe!

Lasciamo perdere gli stivali ora e parliamo di cose serie. Sono qui perché ho iniziato ad esplorare le varie zone di questa valle. Certo, il modo migliore per spostarsi è ancora la carovana ma c’è anche da dire che le carovane costano e i soldi non crescono sugli alberi. In ogni caso, con molta attenzione, si riescono a evitare le sparute bande di delinquenti che si accampano nei boschi e che vivono di razzie ai gruppi di sprovveduti, si può girare più o meno tranquillamente. Ho sentito dire che più a est si trovano le vecchie miniere, dismesse per via di una tribù di orchi che ne ha fatto il proprio accampamento. Dovrò ricordarmelo per evitare di trovarmici per caso.

Ora si è fatto tardi, domattina proverò a cercare questi stivali altrimenti mi toccherà tornare ad Ashabenfold con la carovana!
Una vita da mezzadro, anni di fatica e zappa per poi prendere una spada.

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