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[AQ] Home sweet home
#1
Il grosso dei preparativi era stato fatto. I soldi – così tanti, Lendral non ne aveva visti mai così tanti tutti insieme sotto lo stesso tetto, nemmeno al tempio di Arabel – erano state raccolti. A ben pensare, qualcuno avrebbe definito un po’ avventato, persino imprudente imbarcarsi nell’impresa in cui si stava imbarcando il giovane sacerdote; tuttavia, imprudenza e avventatezza andavano di pari passo con fortuna e audacia, e il mezzelfo abbondava di entrambe.

Fu così che iniziarono a farsi sempre più frequenti le spedizioni fuori città per cercare i futuri elementi che avrebbero costituito i punti d’interesse principali della sede. Approfittando della presenza di Eitinel – che, coltello da erborista alla mano, era solita osservare con espressione mesta Lendral menomare e brutalizzare poveri cespugli indifesi in maldestri tentativi di ricavare materie prime per farmaci artigianali – il gruppo iniziò a esplorare caverne e anfratti lontani dalla luce del sole, alla ricerca di semi di piante inusuali che arricchissero l’orto della sede.

La prima tappa di questi viaggi fu la Terra delle Bestie: la sconfinata distesa di terre brulle non solo finì per fruttare alla giovane druida una scorta di semi di piante che crescevano in una caverna infestata da umanoidi mostruosi, ma fece guadagnare a Velyahn anche una lanterna di foggia antica rinvenuta all’interno di un tempio sconsacrato, sapientemente estratta dal muro cui era fissata grazie a un incantesimo di Eitinel. Lendral, dal canto suo, ci guadagnò uno shock elettrostatico a causa di una trappola elettrica che Vaghar riuscì a evitare con grande maestria ed efficienza. Anche troppa, forse, considerato che il povero mezzelfo si trovava proprio sulla linea di elettricità, e suo malgrado divenne il conduttore più vicino su cui il fulmine si riversò prima di diramarsi sugli altri compagni di spedizione.
 
* * *
 
La decade successiva alla spedizione, Velyahn, Lendral, Eitinel, Vaghar e Althimara incontrarono la consigliera Woodsong presso la locanda della Foglia Dorata a Elven Crossing. Durante il breve incontro, il gruppo ottenne il fondamentale benestare dell’elfa a edificare la sede entro le mura della città. La condizione implicita, tuttavia, era di evitare di portare creature pericolose entro il perimetro della città per non esporre i cittadini e le infrastrutture a problemi di sorta. Congedata la consigliera, al gruppo non restò che scegliere se sottostare alle condizioni della consigliera o meno.

Vista l’intenzione generale di non voler avere problemi con la città e al contempo di non precludersi la possibilità di portare creature aggressive più o meno vive all’interno della loggia per studiarle e catalogarle, la scelta dei membri della neonata gilda ricadde sulla seconda, decidendo di comune accordo di edificare la loggia al di fuori di Elven Crossing, a qualche chilometro di distanza.

Non rimase quindi che dividersi i vari compiti per ottimizzare i tempi: Lendral riuscì a incastrare Althimara scaricando sulla povera elfa il fardello del cercare degli ingegneri e architetti disposti a creare il progetto della sede e a sovrintenderne la costruzione. Avrebbe accompagnato l’elfa per evitare di vedersi affibbiati altri compiti, e ovviamente per stuzzicare la soldatessa al di fuori del proprio elemento quanto lui.
Lendral Ravenwood
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#2
Althimara scrutava attentamente il paesaggio delle campagne di Mistledale. Non si vedevano esploratori della milizia di Mistledale da diverse ore. Perché sarebbe dovuto essere altrimenti? La strada tagliava le colline e si trovava nel cuore del territorio sicuro di Mistledale, e in tempo di pace non vi era motivo di pattugliare la zona.
La strada era tranquilla e accanto a lei, Lendral si godeva la calma ed il bel tempo. I colori del tramonto creavano dei riflessi di bronzo sulla superficie delle colline.
"Hai pensato a quello di cui abbiamo bisogno, Nina?"
Althimara si voltò, fissandolo lievemente infastidita. "Devi per forza chiamarmi anche tu con quel nome? Mi chiamo Althimara, non Nina!"
Lendral raddrizzo la schiena. Il mezzelfo non sapeva ancora se ridere o meno. "No? Ormai è il tuo nome, devi accettarlo."
"Faciliterebbe la contrattazione con i mercanti del tempio di Waukeen, almeno mi prenderebbero sul serio."
Dopo un'oretta di cammino, arrivarono finalmente sotto le mura del quartiere nord di Ashabenford.
Le torri delle mura si stagliavano sopra di loro, superato il portale d'ingresso, il quartiere appariva a loro degradato: larghi tetti di tegole rotte sospesi su strade di ciottoli, botteghe abbandonate e nuvole di fumo uscire dalle fognature.
"Affrettiamo il passo, seguiamo la via principale del quartiere e andiamo immediatamente al tempio di Waukeen, qui non è sicuro."
Althimara e Lendral salirono velocemente la strada rialzata che conduceva alla piazza principale della città fino a trovarsi di fronte alle pareti di granito del tempio di Waukeen.
"entriamo Nina?" domandò Lendral
"entriamo..." rispose Althimara
[Immagine: dov18h.jpg]
Althimara Halvanthlarr
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#3
L'elfa raggiunse i due amici tenendo sottobraccio la cartelletta con i disegni che aveva fatto per quella che sarebbe diventata la loro Loggia.
Purtroppo non poteva metterci nulla di più che il suo estro, peccato che a quanto pare gli edifici abbiano bisogno di tenere in conto anche altre cose per stare in piedi.
Sperava comunque che al tempio indicassero loro qualcuno che fosse abile e potesse prendere in considerazione i suoi suggerimenti, almeno un po'.
In ogni caso quella non sarebbe stata che la base. Non è tanto importante com'è fatta la Loggia, quanto chi e cosa ci si trova dentro. E di sicuro sotto quel punto di vista ne sapeva più di chiunque altro. Durante le ultime settimane, si era fatta molto più attenta ai mercanti che vendevano cose che prima aveva sempre evitato di comprare per la mancanza di un luogo stabile in cui tenerle. Una volta parlato con i costruttori, aveva tutta l'intenzione di tornare nelle varie botteghe e fare incetta di mobili, tappeti, tende, vasi, oggetti d'arte e via discorrendo. Alcuni sapeva già dove trovarli, per altri avrebbe chiesto a qualche artista della Città del Canto o ai bottegai di Elven Crossing, altri ancora andavano commissionati e ci sarebbe voluto un po', motivo per cui voleva iniziare i suoi giri il prima possibile. Dopotutto, Myth Drannor non è stata costruita in un giorno. Probabilmente.
[Immagine: 6d5d781e0dabaceac4feb581d06e8ff5.jpg]

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#4
La mistica era piuttosto contenta di essersi lasciata alle spalle, per qualche tempo, le minacce che potevano cancellare città e valli dalle mappe e di avere il tempo di dedicarsi a progetti più intimi e tranquilli.
La sua piccola dimora diventò ben presto ancor più caotica di quanto già non fosse perché i preparativi procedevano spediti e ad ogni incontro con i compagni rimaneva sempre qualcosa in più ad occupare spazio.


Dopo le spedizioni in cerca di semi e baccelli Eitinel decise di far visita al Covone Dorato per osservare la loro variegata serra che ricordava essere ricca di alberi, arbusti e fiori dall'aspetto e la provenienza esotica; si consultò con sorella Alena su quali di quelle piante avrebbero potuto crescere al di fuori delle teche create per loro e si offrì di scambiare con lei alcuni semi.
Qua e là spuntarono vasi e vasetti con le nuove piantine in attesa di essere trasportate tra le future mura per prosperare e rendere meno opprimente la costruzione.
[Immagine: s614bq.jpg]
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#5
Xenia ascoltò i piani e studiò i progetti degli altri, proponendosi di controllare la sicurezza del caveau.
Poi, improvvisamente, ebbe un'idea.
«Se dobbiamo costruire fuori dalle mura, al di là degli architetti, dei capimastri e degli operai specializzati, avremo bisogno di un bel po' di manovalanza generica, per i lavori più basilari ma non di meno necessari. Perché non cercarla tra le persone disagiate della città? Faremo in modo che lavorino sotto supervisione, loro faranno su un po' di soldi, e noi ci presenteremo bene alla comunità. Così tutti vincerebbero, e noi siamo un nuovo gruppo che ha bisogno di farsi conoscere, non credete?»
[Immagine: Xenia-firma.jpg]
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#6
*L'uomo assisteva in silenzio con consueta impassibile espressività del volto. Riflesse spesso sulle vicende passate, la dipartita da Westgate, le disavventure nelle terre delle bestie, il viaggio nel deserto, la battaglia di Shade, i viaggi ad Hillsfar, tutte vicende che non si sarebbe sognato nemmeno utilizzando in miglior modo la fantasia. Tuttavia i tempi erano maturi, quelle terre ospitali con la sua gente, potevano essere un "buon approdo" per calare l'ancora.
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#7
Passando per Ashabenford Eitinel, Velyahn e Lendral si trovarono parecchie volte a parlare con la venditrice di stoffe e in piazza e la resero felice comprando o ordinando a nome della Rosa dei Venti una gran quantità di tappeti, tende e altre decorazioni dei colori più disparati e bizzarri che probabilmente non avrebbero nemmeno utilizzato.

Una sera la druida e la barda presero con sé Xenia ed Althimara per condurle a Myth Drannor nella sede dei naturalisti, lì si misero a fare molte domande sui metodi di contenimento che usavano per le varie tipologie di creature ospitate. Mentre la blu e la mora esaminavano i materiali di gabbie e serrature la rossa e la castana si informavano sui composti alchemici, naturali o magici utilizzati per sedare le creature.
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#8
L’incontro con la sacerdotessa di Waukeen presso il tempio ad Ashabenford aveva lasciato Lendral con opinioni contrastanti. Da un lato, la sacerdotessa aveva comunque assicurato che avrebbe messo qualcuno in contatto con il gruppo – che si era nuovamente presentato con il nome collettivo di Rosa dei Venti – presso casa di Eitinel, che il mezzelfo aveva unilateralmente deciso sarebbe stata la sede dove ricevere le comunicazioni burocratiche prima che la loggia vera e propria fosse operativa.

Dall’altro, era stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco quando la sacerdotessa aveva lasciato intendere quanto miseri fossero fondi messi da parte per la costruzione di un immobile – ma, di nuovo, il mezzelfo dubitava che a nessuno importasse realmente avere pareti e pavimenti lastricati d’oro come la pacchiana cappella dell’Amica dei Mercanti. 

L’ennesima stoccata era arrivata quando la sacerdotessa si era offerta di offrire un prestito alla neo compagnia, prospettiva che aveva inconsciamente terrorizzato Lendral, che si vedeva già intento a spaccare pietre con una pietra all’idea di dover ripagare l’esoso prestito del tempio o – ancora peggio – in fuga insieme ai compagni con i creditori sulle loro tracce. Fortunatamente si era deciso di rifiutare il prestito e la visita al tempio si era conclusa con la richiesta da parte dei sei avventurieri di contattare qualche elfo che si occupasse del lato estetico interno ed esterno della casa e qualche nano che si occupasse di alcuni aspetti logistici che necessitavano maggiore stabilità strutturale. 

In vista di un ipotetico aumento di prezzo – d’altronde trattare coi nani sull’architettura e sull’ingegneria era qualcosa che Lendral era troppo poco testardo per mettersi in testa di fare – si era deciso di comune accordo di limitarsi un po’ con le spese folli per assicurarsi di avere un margine di manovra e, una volta ultimata la sede, avere una somma decente da considerare cassa comune. 

* * *

Di contro, la visita presso la sede della Gilda dei Naturalisti aveva davvero impressionato il mezzelfo: non solo l’abbigliamento che lasciava decisamente poco all’immaginazione degli elfi affaccendati aveva stimolato l’interesse del sacerdote – specialmente quello suggestivo di lady Nyaalsir Llundar -, ma anche il parco di creature magiche più o meno letali che popolava le sale sotterranee aveva stimolato l’interesse del ragazzo. 

Mentre passava da sale torride a sale gelide, in cui l’ambiente veniva regolato tramite la magia, il sacerdote già si vedeva con i compagni ad esplorare territori sconosciuti in attesa di poter trovare una creatura da portare nella sede e farla studiare a Eitinel – d’altronde a Lendral interessava principalmente tutto quello che c’era intorno alla creatura: l’ambiente, il tempo trascorso a cercarla e i tesori dei malcapitati che avevano tentato di domarla prima di loro; lo studio era qualcosa che per forza di cose sarebbe stata una priorità per Vel ed Eitinel. 

Un po’ deluso dalla mancanza di informazioni troppo dettagliate su come creare delle protezioni magiche efficaci – e dal prezzo proibitivo di quelle che Nyaalsir si era sbilanciata a spiegare più dettagliatamente -, il mezzelfo rimase a rimuginare per il resto della serata, mandando giù diversi boccali di idromele presso la locanda di Myth Drannor, mentre osservava la spilletta in legno che simboleggiava la sua nuova appartenenza alla gilda dei naturalisti. All’alba del mattino successivo, subito dopo aver pregato, lasciò un messaggio sotto la porta della camera di Eitinel.

“Ehilà Eitinel,
visto che Nya ci ha fatto vedere un po’ di incantesimi protettivi nella sede dei naturalisti e che la prossima lezione alla scuola di magia dovrai tenerla tu, perché non chiedi a Marcus in anticipo se ci sono effetti meno costosi dei muri di forza e delle stasi temporali ma un po’ più di classe delle gabbie? Magari riesci a infilare anche quelli nella lezione tu.
Lendral”
Lendral Ravenwood
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#9
Il sacerdote era molto entusiasta e questa era una cosa buona ma non aveva ancora visto il meglio di Marcus quindi la mistica andò a cercarlo.

“Lendral la mia lezione sarà già un disastro così e se andiamo fuori argomento Marcus ci trasformerà entrambi in rane. Si, entrambi, perché non mancherei di menzionare che l'idea è stata tua! Comunque possiamo chiedergli riguardo gli incantesimi prima o dopo la lezione, quello dovrebbe evitarci una fine atroce.”


A quel punto si diresse ad Elven Crossing per continuare a preparare i suoi appunti.
[Immagine: s614bq.jpg]
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#10
Citazione:Gentili avventurieri,
vi scrivo per comunicarvi che ho dei nomi da sottoporvi per le vostre necessità edilizie.

In materia di architettura elfica potrete rivolgervi alla Compagnia Commerciale Ammath e all'omonima casata nobiliare elfica; tra i loro molti servizi vi è anche l'edilizia, oltre anche alle protezioni magiche di cui forse potrete avere bisogno.

Per quanto concerne invece l'architettura nanica, dovreste rivolgervi a Glen; vi avviso però che non è detto che troverete costruttori disposti a venire fino a Elven Crossing. In alternativa, a Glen risiede il clan Honedaxe, un clan la cui gloria risale a tempi passati. Nello specifico, il desiderio dei sopravvissuti è quello di riprendere la loro dimora ancestrale, la Sala delle Gemme di Myth Drannor. Potrebbero essere ben disposti verso chi li aiuti in questa missione...che, inutile a dirsi, è suicida.

Spero che ciò vi aiuti e vi arricchisca.

Magda, Moneta di Waukeen

Dopo la lezione di Marcus, Lendral si diresse a casa di Eitinel e, frugando tra i vari suppellettili che avevano seppellito la casa della mistica sotto il loro peso, trovò alcuni appunti che aveva preso qualche decade prima. Li aggiunse agli schizzi e alle note dategli da Velyahn e scrisse una lettera per rispondere agli Ammath.

Gentili rappresentati della casata Ammath,

a scrivervi è un membro della compagnia di avventurieri nota come Rosa dei Venti, già affiliata alla Gilda dei Naturalisti di Myth Drannor. Dietro suggerimento di lady Magda, seguace di Waukeen ad Ashabenford, io e i miei compagni vorremmo richiedere la vostra consulenza per la costruzione della nostra sede – poco distante da Elven Crossing – e discutere del prezzo degli incantesimi di protezione per la stessa. Allegati a questa missiva, potete trovare alcuni appunti su alcuni dettagli dell’edificio. Sarebbe possibile, alla luce delle informazioni ottenute, ottenere un preventivo sul costo della costruzione? Sarebbe inoltre possibile ottenere anche un elenco delle protezioni magiche che mettete a disposizione con relativo prezzo? Potete inviare risposta presso la nostra sede provvisoria a casa di dama Eitinel, detta la Ghianda, residente presso Elven Crossing.
In fede,
Lendral di Arabel

*allegato uno schizzo della casa e diverse note con richieste specifiche piano per piano*
Lendral Ravenwood
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