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[Lendral] Aiutati che Tymora ti aiuta
#1
[Immagine: 220px-RWS-Tarot-00-Fool.jpg]

Alla fortuna bisogna lasciar sempre una finestra aperta.

Ho trovato questo taccuino nella mia sacca senza che me ne rendessi conto. Che dire, un’altra bella botta di fortuna, considerato che volevo scrivere qualcosa da un po’ di tempo e non avevo voglia di andare in giro al mercato a far spese.

Sono ricco. Non schifosamente ricco quanto mi aspetto di diventare, ma abbastanza ricco da mettere un tetto sopra la testa quando voglio per molto tempo. Sempre che a qualcuno non venga l’idea di aprirmi un secondo sorriso sulla gola per prendersi quello che porto con me, ma fin quando rimarrò a Myth Drannor penso che andrà tutto bene.

La guerra contro Nalgra Narla Naglra Nalgrathra si è conclusa. E dire che ci sono capitato in mezzo per puro caso, chiedendo informazioni in giro per Elven Crossing finché non ho incrociato Althimara. Bella donna, agile spadaccina, ballerina niente male e guida eccellente. Le ho proposto di diventare una guida, sarebbe un’ottima idea per gli affari far andare delle guide in giro per le città a indicare cosa si trova dove.

Purtroppo non aveva un vestito alla festa di Myth Drannor, non le sarebbe stato male uno tipo quello di Eitinel, Vesna o Xenia, che si tenevano su malgrado le mie occhiate. Devo chiedere a qualche mago se mi insegna qualche trucco per far cadere i vestiti o far sollevare le gonne, sarebbe un ottimo scherzo per rompere il ghiaccio e – con un po’ di fortuna – non farmi rompere il mento.
Parlando di Xenia, devo ricordarmi di chiederle per la faccenda dei quadrifogli. Forse dovrei pure chiedere a Karyn – se si chiama così –, sono sicuro che un po’ di fortuna non sarebbe male per Alberi Intrecciati proprio ora che è stato liberato. 

Non l’ho visto troppo ieri, immagino stesse brindando con gli altri soldati per aver scuoiato con successo quel drago gigantesco e avercene regalato la pelle sotto forma di mantelli. E che mantelli, mai avuto qualcosa di così elegante! Quasi mi dispiace indossarlo, al prossimo drago che mi capita di veder morto devo fare un pensiero a una cintura o un paio di comodi stivali. Magari un drago blu, alla Dea piace il colore.
Lendral Ravenwood
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#2
[Immagine: RWS-Tarot-10-Wheel-of-Fortune.jpg]

Gli sfacciati son sempre fortunati

Il progetto procede bene: sono addirittura riuscito a farmi ricevere da Karyn. Da come ne parlava Alhtimara, mi sarei aspettato una sorta di drago sputa acido in versione umana, pronto a defenestrarmi. Invece mi è sembrato abbastanza tranquillo e disposto ad assecondare il progetto. Ci vorrà un po’ di tempo – chissà se vivrò abbastanza a lungo da vedere Alberi Intrecciati ricostruita – ma fondamentalmente gli sta bene. Dovrò anche cercare qualcuno con cui parlare nell’Enclave di Smeraldo – se solo sapessi di chi si tratta sarebbe tutto molto più comodo. Probabilmente adoratori degli dei verdi, forse Eitinel ne sa qualcosa. Devo ricordarmi di chiederle informazioni.


*appunti vari*
- ferro di cavallo in mithral
- dadi truccati
- monete per le carte
- carte da gioco nuove
Lendral Ravenwood
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#3
[Immagine: 1-Il-mago.jpg]

L'uomo ordisce, e la fortuna tesse

Siamo riusciti a parlare con Nathaniel. Sembra un tipo strano, ma passare le giornate a scoprire quali funghi sono tossici e quali solo ricreativi, cambiando da forma di albero a umanoide dev’essere abbastanza stancante anche per lui. Apparentemente sembra disposto ad averci tra i piedi durante i lavori per la sistemazione del suolo di Alberi Intrecciati, quindi il viaggio è andato a buon fine, tutto sommato. Dovremo anche aspettare quella cerimonia di cui aveva parlato Karyn, che fortunatamente avrà tempi meno elfici e più umani – non sia mai che faccia la muffa mentre aspetto. Nel mentre, devo ricordarmi di andare in giro a cercare roba utile per la sede: legno, stoffa, portafortuna, cibo, alcol.
Domani a Elven Crossing ci sarà anche una lezione di magia aperta, se Vel non ha bevuto troppo e non mi ha riferito male. Dovrei passare a dare un’occhiata, le scuole di magia sono una buona fonte di informazioni per informarsi sul ritrovare oggetti magici. Magari riesco anche a vendere qualche portafortuna a qualche studente che ha prove pratiche in vista.
Lendral Ravenwood
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#4
[Immagine: RWS-Tarot-02-High-Priestess.jpg]

Chi fugge la fatica, fugge la fortuna.

C’è una bella lista di novità: la prima parte dalla scuola di magia di Elven Crossing. Un po’ odorosa di componenti alchemici, panche nelle aule un po’ scomode e in generale qualche occhiata non proprio simpatica da parte del gargoyle all’ingresso; malgrado tutto, il rinfresco alla fine della lezione teorica era davvero buono – e a questo punto, sapendo che era stato curato dalla locanda del paese, direi che dovrei congratularmi con il padrone di casa per aver scelto bene la cucina da cui rifornirsi. Ci ho guadagnato qualche moneta d’oro, qualche fiala di pozioni curative e, soprattutto, un paio di bottiglie impolverate con Xenia. La prossima lezione sarà sulle lezioni pratiche, ma penso di saltare tutto fino alla gita a Tilverton.
 
In secondo luogo, abbiamo parlato con la consigliera Lilien Woodsong. Per poco non mandavo tutto a gambe all’aria dando voce al mio poco trasporto all’idea che non sarebbe tornata a vivere ad Alberi Intrecciati, ma grazie al cielo avevo un boccale di idromele a portata di mano per tacere. Nel complesso sembra una donna deliziosa, e da brava politica ha più o meno dato il suo benestare a qualsiasi cosa decidessimo di fare purché non mettessimo Elven Crossing nei casini. Quindi, inevitabilmente finiremo per cambiare programma, perché tanto se non porti tu i casini in casa tua, saranno loro a presentarsi spontaneamente alla porta e chiedere di entrare. 

Infine, abbiamo ritrovato un po’ di arredo per la nostra nuova loggia. In tutto questo io, Nina e Vaghar per poco non siamo finiti all’altro mondo in via definitiva, ma fortunatamente Vel ed Eitinel sono riuscite a portarci via. Sarà il caso che riveda la mia attrezzatura, perché non ricordo assolutamente nulla di quel che è successo prima di perdere i sensi. Mi sono dovuto sorbire anche la ramanzina da una sacerdotessa del tempio quando sono tornato per chiedere com’ero messo. Oltre al danno anche la beffa! Nel mentre, aspetterò che smetta di farmi male mentre respiro e approfitterò della dispensa della locanda della Foglia Dorata ancora per un po’. Ho abbastanza da parte per stare comodo per un paio di decadi, e ci sto prendendo gusto a dormire in un letto vero anziché all’addiaccio su una panchina e coperto da un mantello. La prossima scampagnata finirà meglio, ne sono certo.
Lendral Ravenwood
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#5
[Immagine: 3-L-imperatrice.jpg]

È meglio nascer senza naso che senza fortuna.
 
Le ultime due decadi sono passate talmente velocemente che quasi avevo dimenticato questo libriccino in fondo alla sacca conservante, semisepolto da pergamene accartocciate, otri vuote e chincaglieria che Eitinel non mi ha permesso di appoggiare momentaneamente in casa sua. Ma chi la dura la vince, e sono sicuro che sotto le poltrone ci sia un bel po’ di spazio inutilizzato che posso usare per svuotare un po’ la sacca! Magari aspetterò che esca di casa o la convincerò che il mostro della foresta si sta avvicinando e che devo benedire la casa con la fortuna di Tymora… anzi, in effetti potrei farlo per davvero, visto che questo mostro potrebbe tranquillamente esistere.

Le lezioni nella scuola di Marcus procedono al solito e, a parte qualche ustione imprevista, la maggior parte delle volte sorbirsi ore di magi che cianciano vale il disturbo della paga e del rinfresco (nota: chiedere a Marcus dove si rifornisce la Locanda della Foglia Dorata, il sidro deve abbondare in camera mia). La prossima lezione dovrebbe interessare anche me, visto che avranno intenzione di parlare dei controincantesimi, e ci dovrà essere qualcuno pronto a controincantare i goblin mentre sono intenti a rendere Nina un puntaspilli.

Parlando di Nina, le abbiamo detto quanto ci è successo nella cripta elfica. Sembra interessata, e un po’ la questione mi interessa: sembra esattamente il genere di storia su cui dovremmo fare ricerche come Rosa dei Venti. Però l’incontro con gli orchi spettrali me li risparmierei, e in tutto questo spero che non si risolva il tutto con un pugno di polvere –sarebbe letteralmente il caso, visto che la faccenda sembra datata a più di quanto abbia voglia di contare.

Tra le varie altre cose, pare che abbia incontrato un Balor e che questo abbia avuto la bella idea di esplodermi in faccia. Se ho ancora le mani per scrivere, lo devo sicuramente a Tymora e agli altri che mi hanno fatto la cortesia di portare ciò che restava di me al tempio di Selûne vicino Peldan’s Helm (nota: mandare un invito per la festa di Mezzestate alla sacerdotessa). In tutto quel che è successo non è che mi importasse granché del perché fossimo lì; perlomeno sono riuscito a visitare per la prima volta i famigerati tumuli di Mistledale! Ora capisco perché il carovaniere che mi ha offerto il passaggio da Tilverton a Peldan’s Helm al mio arrivo qui toccava ferro e si grattava ogni volta che si accennava all’argomento.

E per finire in bellezza, l’organizzazione della festa di Mezzestate procede bene. Alla Rosa un po’ tutti sembrano disposti a dare il loro contributo, ho avuto il permesso di Malorn con tanto di incoraggiamento concreto e Dylain Dail Dilya Lana dell’Opale d’Acqua ha messo a disposizione lo spazio che le avevo chiesto, dicendo anche che l’oste Shaven potrebbe aiutarci con la logistica. Fantastico!
Lendral Ravenwood
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#6
[Immagine: emperor.jpg]

Come la fortuna toglie, così dà.

Non c’erano madre e padre, per me. C’eravamo solo io, Raelwen e una casa grande e vuota per la maggior parte del giorno. Lei era fuori per lavorare il giorno , talvolta anche la notte, e io restavo a casa a chiedermi perché lei fosse un’elfa della luna e io assomigliassi a un elfo dei boschi. Poi mi disse di non essere la mia vera madre, mi disse di considerarla un’amica di famiglia. L’avrei potuta chiamare ‘zia’, o se proprio volevo ‘madre’. Ma ero un bambino, e per me lei era semplicemente Raelwen: lo era fin da quando imparai a parlare e lo rimase fino all'ultimo. Vivevamo nella grande casa vuota piena di fiori secchi, libri trascurati pieni di canzoni e favole di sprovveduti che andavano a cercare la fortuna. Me li leggeva prima che andassi a dormire – e anche da piccolo cercavo di resistere il più possibile per farmene raccontare di più. Poi imparai a leggere, ma fingevo di essere troppo stanco per soddisfare da solo la mia voglia di racconti. 

Avevo bisogno di qualcuno, ero un bambino d’altronde. E Raelwen, paziente, si sedeva su uno sgabello traballante a leggere. Com’è possibile prendersi cura di qualcuno con cui non si condivide il sangue e compiere questi sacrifici? Il giorno lavorava – non ricordo dove, forse in locanda – e la notte tornava a casa per prendersi cura di me. Mi diceva di non aprire a nessuno la mattina, e mi presentava ragazzi e ragazze della mia età che vivevano ad Arabel affinché avessi qualcuno con cui giocare mentre lei non c’era. Forse lo faceva perché sapeva che non potevo venir su normale a stare troppo da solo, o forse perché la rassicurava sapendo che un gruppo di ragazzini faceva più rumore – e quindi era più semplice da ritrovare – rispetto a un piccolo mezzosangue pestifero. 

Mi conosceva meglio delle proprie mani: ricordo che erano sempre troppo grandi per le mie, e m’incantavo a guardarla mentre faceva sparire le monete tra le dita. E poi anche lei se ne andò, chissà dove e chissà perché. E la casa smise di essere silenziosa di giorno e diventò silenziosa anche di notte. Passai la notte in bianco quando mi disse che dal giorno successivo in poi sarebbe stato padre Jackob. Jackob Clover, un chierico di Tymora il cui cognome significa “trifoglio”. Fa quasi ridere. Quante notti in bianco avrà passato Chesduk da quando Baernysse se n’è andata? E lei avrà passato ore insonni mentre pensava di andarsene?
Lendral Ravenwood
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